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Educazione alla salute e qualità della vita: le nuove frontiere del benessere

Promosso da: Cesena Fiera
Legacoop Forlì-Cesena
IRST

In collaborazione con:
Alimos
Noventia Pharma
Coopfond
LILT Forlì-Cesena
Innovacoop - Legacoop Emilia-Romagna
Yahoo!Salute
con il patrocinio di: Regione Emilia Romagna Provincia Forlì-Cesena Comune di Cesena Comune di Forlì

Le abitudini alimentari degli italiani stanno progressivamente cambiando in peggio. E la prevenzione precoce - che pare sia l'unica risorsa - si fa anche convincendo le persone a migliorare i propri stili di vita e mangiare più frutta e verdura. Del resto una corretta alimentazione sin da piccoli è in grado di combattere numerose patologie, come diabete e obesità. Il problema della cattiva alimentazione ha ricadute enormi anche sul costo della sanità pubblica: in Italia ci sono 15 milioni di persone in sovrappeso per un costo sanitario di circa 23 miliardi di euro.
Il 35 per cento delle malattie oncologiche è determinato dall'alimentazione sbagliata e un altro 30 per cento dal tabagismo: sono i dati allarmanti con cui Dino Amadori, direttore scientifico Irst Meldola,  ha aperto il suo intervento. «Senza informazione non c'è prevenzione», ha evidenziato.
Informarsi, conoscere ed educare sono due concetti che però devono trovare un'applicazione direttamente sulle nostre abitudini alimentari. E se è vero che il processo educativo deve cominciare prima di tutto dalla famiglia - si impara a mangiare bene a casa propria -, è altrettanto prioritario il ruolo della scuola come conferma Eugenio del Toma, presidente onorario dell'Associazione italiana di dietoterapia e ricercatore di fama internazionale. «L'educazione deve cominciare a scuola, un adulto obeso difficilmente sarà recuperabile».